|
|
|
massimario del pensiero conservatore la rivista
Manifesto delle identità e delle tradizioni
1.Patria intesa come Terra dei Padri.
2. Le origini valgono più dell’originalità.
3. Più dei tempi contano i luoghi.
4. Elogio delle benefiche disuguaglianze contro l’appiattimento egualitario.
5. Concretezza delle tradizioni anziché astrattezza delle utopie.
6. La realtà produce la norma.
7. Identità intese come ricchezza e non limite per la persona.
8. Orgoglio nazionale, regionale, civico e familiare.
9. La politica prima dell’economia. L’identità prima della politica.
10. Scetticismo, anziché stupidi entusiasmi.
|
Costituzione
La costituzione di un popolo è il modo della sua esistenza; e chiedersi se un popolo con quattordici secoli di storia, un popolo che esiste, ha una costituzione, è come chiedere ad un arzillo ottuagenario se è costituito per vivere. Luis de Bonald
La nobiltà in Francia era un insieme di famiglie votate, di generazione in generazione, al servizio dello Stato, nelle due sole professioni che siano pubbliche o politiche, e cioè la giustizia e la forza. Luis de Bonald
La nobiltà era una milizia politica, della quale il Re, quale supremo giudice e supremo governante, era il capo. Luis de Bonald Il potere assoluto è un potere indipendente dagli uomini sui quali si esercita, il potere arbitrario è un potere indipendente dalle leggi in virtù delle quali è esercitato. Luis de Bonald
La filosofia moderna è insieme troppo materiale e troppo presuntuosa per accorgersi di come veramente funzioni il mondo della politica. Una delle sue follie è quella di credere che un’assemblea possa costituire una nazione; che una costituzione, cioè l’insieme delle leggi fondamentali che convengono a una nazione e devono darle tale o talaltra forma di governo, sia un’opera qualunque che richiede soltanto ingegno, conoscenza ed esercizio; che si possa imparare il mestiere di costituente e che, alcuni uomini, il giorno che a loro venisse in mente, possano dire ad altri uomini: fateci un governo, come si dice ad un operaio: fammi una tromba a fuoco o un telaio per calze. Joseph de Maistre L’uomo può modificare ogni cosa nella sfera della propria attività, ma non crea nulla: questa è la sua legge nell’ambito fisico come in quello morale. L’uomo è senza dubbio capace di piantare un seme, far crescere un albero, migliorarlo con un innesto, e potarlo in cento maniere, ma non ha mai immaginato di avere il potere di fare da se un albero. Come ha mai potuto immaginare di avere quello di fare una costituzione? Grazie forse all’esperienza? Joseph de Maistre Nessuna costituzione è il risultato di una deliberazione; i diritti dei popoli non sono mai stati scritti, o per lo meno gli atti costitutivi e le leggi fondamentali non sono mai stati altro che sanzioni di diritti anteriori di cui nulla si può dire se non che esistono perchè esistono. Joseph de Maistre Ciò che vi è di più fondamentale e di più sostanzialmente costituzionale nelle leggi di una nazione non potrebbe mai essere scritto. Joseph de Maistre L’essenza di una legge fondamentale consiste nel fatto che nessuna ha il diritto di abrogarla; ma come potrà una legge essere al di sopra di tutti se qualcuno l’ha fatta? Joseph de Maistre L’uomo non può fare una costituzione e nessuna costituzione legittima potrebbe essere scritta. Non si è mai scritta ne mai si scriverà a priori la raccolta delle leggi fondamentali che devono costituire una società civile e religiosa. Ma dopo che la società si è costituita, senza che si possa dire in quale modo, è possibile far dichiarare o illustrare per iscritto certi articoli particolari. Joseph de Maistre La costituzione del 1795, come le sue sorelle maggiori è fatta per l’uomo. Ma non esiste l’uomo nel mondo. Ho visto nella mia vita francesi, italiani, russi ecc; so pure, grazie a Montesquieu, che si può essere persiani; ma quanto all’uomo dichiaro di non averlo mai incontrato in vita mia; se esiste è a mia insaputa. Joseph de Maistre L’intervento umano (Nel formare una costituzione) non deve giungere oltre il riconoscimento dei diritti che già esistevano ma erano misconosciuti o contestati. Se gli imprudenti oltrepassano questi limiti con riforme temerarie, la nazione finisce per perdere quel che possedeva senza ottenere quello che vuole. Joseph de Maistre
Non ci si doveva domandare qual’è il miglior regime in generale, perchè non ve n’è nessuno che convenga a tutti i popoli. Ogni nazione ha il suo, così come ha la sua lingua e il suo carattere, e questo è il regime migliore per essa. Dal che si ricava che ogni teoria del contratto sociale è un sogno da collegiali. Joseph de Maistre Il miglior regime per ogni nazione è quello che nello spazio occupato da questa nazione è capace di procurare la maggiore felicità e forza possibile al maggior numero di uomini per un periodo il più lungo possibile. Joseph de Maistre Un ordine perfetto è il fondamento di tutte le cose Edmund Burke Il vero conservatore è realistico; parte dal principio che gli uomini “non sono uguali”. Ogni costituzione che parta da principi differenti porta inevitabilmente con sé enormi scompensi colmati soltanto da ipocrisie. Giuseppe Prezzolini Il secolo diciottesimo non ha prodotto un solo giovincello di qualche talento che, uscendo di collegio, non abbia fatto tre cose: una neopedia, una costituzione ed un mondo. Joseph de Maistre La debolezza e la fragilità di una costituzione sono direttamente proporzionali proprio alla molteplicità degli articoli costituzionali scritti. Joseph de Maistre Che le leggi fondamentali potessero scriversi a priori fu la più grande follia del secolo delle follie. Joseph de Maistre La scienza del governo è una scienza pratica e volta a fini pratici, richiede grande esperienza, più esperienza di quanta l’uomo anche più sagace e più cauto possa acquistare nel brave giro di una singola vita. Edmund Burke
La legge è forma giuridica del costume oppure è sopraffazione della libertà. Nicolàs Gòmez Dàvila Solo un regime monarchico può essere costituzionale. Dove la società si governa da sè, o dove governa un autocrate, la costituzione manca di un custode che la difenda da capricci elettorali o da capricci cesaristi. Nicolàs Gòmez Dàvila La visione conservatrice ha fiducia nei confronti della trasmissione delle consuetudini, degli usi, dei costumi e delle leggi positive quale forza positiva in grado di plasmare il vivere comunitario degli uomini, ossia la “democrazia dei defunti” di cui parla G. K. Chesterton, fondata sul “contratto sociale” burkeano che lega le generazioni fra di loro e con l’Onnipotente in un patto vincolante gli avi, i vivi e i nascituri. Russel Kirk
La visione conservatrice difende la natura normativa e la sacralità della vita umana, e l’origine storica delle costituzioni politiche, affatto prodotte da esperimenti di ingegneria socio-politica. Russel Kirk
I nostri padri dicevano: al Re nei suoi Consigli il governo; al popolo nei suoi Stati la rappresentanza Charles Maurras
|
Gli autori
MASSIMARIO DEL PENSIERO CONSERVATORE
IDEOLOGIA:NEGAZIONE DI OGNI IDENTITA’
Manifesto delle identità e delle tradizioni
|